Aggiornato il 06/12/25 at 04:39 pm
di Shorsh Surme –——–Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa si è impegnato a ricostruire lo Stato su fondamenta moderne, basate sulla giustizia e sulla partecipazione della comunità, entro cinque anni. Ha dichiarato che la nuova amministrazione siriana sta lavorando all’adozione di una nuova dichiarazione costituzionale per “definire l’identità dello Stato” ed emanare leggi che regolino la vita politica del Paese.
In un’intervista rilasciata ad al-Bayan, al-Sharaa ha spiegato che la Siria ha sofferto per decenni un declino economico e politico, poiché il precedente regime di Bashar al-Assad era concentrato esclusivamente sulla propria permanenza al potere, attraverso repressione e sfruttamento. Questo ha portato alla distruzione dell’economia e all’approfondirsi delle divisioni sociali.
Ha aggiunto che “La fase successiva, che durerà cinque anni, ruoterà attorno alla ricostruzione dello Stato su basi nuove e moderne. Questa fase rafforzerà la giustizia e la consultazione, e si baserà sulla partecipazione di tutti i segmenti della società nella gestione degli affari del Paese. Gli anni a venire saranno ricchi di traguardi importanti, e speriamo di superare tutte le difficoltà senza intoppi, facendo affidamento sulla saggezza del popolo siriano e sulla tolleranza dimostrata da tutte le sue componenti”.
Al-Sharaa ha poi proseguito: “In Siria ci sono molte questioni che richiedono misure serie, rapide ed efficaci. La più importante è l’unificazione del popolo siriano all’interno del Paese. Questa è la risorsa più preziosa che possediamo e, grazie a Dio, oggi è stata raggiunta”.
Il presidente ha inoltre affermato: “Sebbene siamo entrati a Damasco attraverso una battaglia militare, essa è stata in larga parte caratterizzata da misericordia e tolleranza. Il modo in cui siamo entrati in città ha svolto un ruolo chiave nel raggiungimento della pace civile, nonostante il verificarsi di alcune violazioni qua e là, che restano comunque limitate».”
Vale la pena ricordare chi è al-Sharaa. L’ex leader dell’opposizione siriana Abu Muhammad al-Jolani ha infatti abbandonato il suo nome di battaglia, legato al passato jihadista, e ha iniziato a utilizzare il suo vero nome, Ahmad al-Sharaa.
Questa mossa rientra nei tentativi di Jolani di rafforzare la propria legittimità nel nuovo contesto politico, poiché Hayat Tahrir al-Sham, il gruppo armato islamista da lui guidato, che comprende altre fazioni dell’opposizione, ha conquistato la capitale, Damasco, consolidando il proprio controllo su gran parte del Paese.
La trasformazione di Jolani non è un fenomeno improvviso, ma il risultato di un processo costruito con attenzione negli anni: un cambiamento evidente non solo nelle sue dichiarazioni pubbliche e nelle interviste internazionali, ma anche nella sua immagine, in continua evoluzione.