Usa. Blocco shock dell’immigrazione: fermate tutte le domande da 19 Paesi

Aggiornato il 03/12/25 at 01:22 pm

di Shorsh Surme –——–L’amministrazione Trump ha sospeso tutte le domande di immigrazione presentate da cittadini di 19 Paesi, in una mossa ampia e finora non annunciata pubblicamente, adottata dopo la sparatoria della scorsa settimana contro due membri della Guardia Nazionale nei pressi della Casa Bianca.
Documenti interni ottenuti da CBS News rivelano che i Servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) hanno ordinato ai propri dipendenti di “sospendere l’elaborazione finale di tutti i casi” riguardanti cittadini dei Paesi inclusi nel divieto di viaggio emanato lo scorso giugno.
La sospensione si applica a tutte le tipologie di domande, senza eccezioni, comprese le cerimonie di naturalizzazione per i residenti permanenti prossimi a ottenere la cittadinanza statunitense. Le linee guida definiscono la misura come “temporanea” e destinata a rimanere in vigore fino all’introduzione di nuove procedure di sicurezza.
L’elenco dei Paesi soggetti alle restrizioni comprende Afghanistan, Myanmar, Ciad, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Misure parziali riguardano inoltre Burundi, Cuba, Laos, Sierra Leone, Togo, Turkmenistan e Venezuela. Secondo fonti interne, la lista potrebbe essere ampliata fino a includere circa 30 nazioni.
I documenti confermano che la sospensione riguarda tutte le categorie di immigrazione: richieste di residenza permanente (Green Card), naturalizzazioni, domande di asilo e visti per immigrati. La misura si applica anche alle persone già presenti negli Stati Uniti, indipendentemente dalla data di ingresso.
La decisione arriva dopo la rivelazione che il sospettato dell’attacco contro i membri della Guardia Nazionale, un rifugiato afghano, era entrato negli Stati Uniti nel 2021 durante l’amministrazione Biden e aveva ottenuto asilo nell’aprile 2025, dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca.
In una dichiarazione a CBS News, il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha confermato la sospensione, affermando di voler “garantire che i nuovi cittadini siano le persone migliori possibili” e sottolineando che “non verrà corso alcun rischio quando è in gioco il futuro della nazione”.
In una nota ufficiale del 2 dicembre, l’USCIS ha indicato tre misure chiave: la sospensione delle domande d’asilo per tutte le nazionalità in attesa di una revisione complessiva; il blocco totale delle domande di immigrazione provenienti dai 19 Paesi indicati, senza distinzioni sulla data di ingresso; e la rivalutazione dei casi già approvati per cittadini di quegli stessi Paesi dal gennaio 2021.
La nuova direttiva prevede che tutti i soggetti interessati siano sottoposti a un “approfondito riesame”, che potrà includere nuovi colloqui per verificare l’assenza di rischi per la sicurezza nazionale, precedenti penali o altri “motivi di ineleggibilità”.
La nota precisa inoltre che la sospensione potrà essere revocata solo tramite un ordine del direttore dell’USCIS e che eventuali eccezioni dovranno essere approvate direttamente dall’amministratore o da un suo delegato.
Avvocati specializzati in immigrazione riferiscono che numerosi casi dei loro assistiti, incluse cerimonie di naturalizzazione programmate da tempo, sono stati annullati o congelati senza preavviso.
Michael Valverde, ex funzionario USCIS, ha definito la misura “senza precedenti”, spiegando che in passato l’agenzia aveva imposto “pause tattiche” su categorie molto limitate di casi, mentre l’azione attuale “coinvolge un numero vastissimo di persone in tutti i settori dei servizi di immigrazione”.