Aggiornato il 28/09/25 at 08:28 pm
di Shorsh Surme –———Il quotidiano The Guardian ha affermato nel suo editoriale che l’annuncio della Gran Bretagna del riconoscimento di uno Stato palestinese dovrebbe essere un invito ad agire seriamente, non un mero tentativo di purificarsi la coscienza o un passo simbolico senza effetto. Ha osservato che questo passo dovrebbe segnare l’inizio di rinnovati sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra a Gaza e ad aumentare la pressione sull’occupazione israeliana.
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è catastrofica, con l’esercito che ha ucciso oltre 70mila palestinesi, la maggior parte dei quali civili, mentre la parte settentrionale della Striscia di Gaza affronta la minaccia di una carestia persistente. Le prospettive di un cessate-il-fuoco, per non parlare di una soluzione politica a lungo termine, appaiono scarse.
L’annuncio del primo ministro britannico Keir Starmer del riconoscimento di uno Stato palestinese è arrivato in un momento in cui la speranza di una soluzione a due Stati minaccia di scomparire, ma ha sottolineato che “non possiamo lasciare che questa luce si spenga”. Ha osservato che anche Canada e Australia hanno annunciato il loro riconoscimento prima del vertice delle Nazioni Unite a New York, in un’ondata diplomatica guidata dalla Francia.
Le responsabilità storiche della Gran Bretagna rendono necessario il riconoscimento della Palestina, ma esso rimane di per sé insufficiente, anche perché che gli Stati Uniti continueranno a ostacolare la piena adesione palestinese alle Nazioni Unite.
L’editoriale ha inoltre osservato che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite aveva approvato a larga maggioranza una proposta che chiedeva una soluzione a due Stati all’inizio di questo mese, un importante passo simbolico che richiede un seguito concreto per ottenere risultati tangibili.
I governi occidentali stanno cercando di placare l’insofferenza pubblica per la loro inazione o complicità nella guerra a Gaza, evitando di adottare misure più sostanziali, mentre l’isolamento politico e diplomatico di Israele aumenta di giorno in giorno.
Non va dimenticato che l’amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump, è rimasta ferma sulla sua posizione, ma il sostegno popolare negli Stati Uniti sta diminuendo, soprattutto dopo la pubblicazione di un dettagliato rapporto delle Nazioni Unite che conferma il genocidio commesso dall’esercito israeliano a Gaza.
Netanyahu ha risposto al riconoscimento britannico descrivendolo come una “premio al terrorismo”, affermando che Tel Aviv potrebbe diventare una “superpotenza autosufficiente” in cerca di una guerra senza fine. Il quotidiano ha spiegato che gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 hanno dimostrato il limitato sostegno pubblico a qualsiasi accordo, con un consenso che non supera il 21%.