Aggiornato il 09/09/25 at 07:13 pm
di Hüsamettin TURAN——- Ogni avanzamento del movimento nazionalista curdo non rappresenta soltanto un evento politico contemporaneo, ma deve essere interpretato come la prosecuzione naturale del lungo processo storico di formazione del popolo curdo. I Curdi, il più grande popolo moderno a non aver ancora fondato uno stato, hanno sopportato per oltre un secolo divisioni territoriali e repressioni severe. Nonostante queste difficoltà, hanno preservato la memoria collettiva, l’identità nazionale e la volontà politica, trasmettendole intatte fino ai giorni nostri. Ogni conquista politica segnala l’evoluzione inevitabile di questo percorso verso la statualità.
Alla fine del XIX secolo, la rivolta dello Sheikh Ubeydullah Nehri nel 1880 è considerata una delle prime manifestazioni sistematiche del nazionalismo curdo moderno. Questo movimento evidenziò la necessità di un’unità nazionale di fronte alle pressioni ottomane e iraniane, e si trasformò in uno dei primi documenti politici che rivendicavano l’autogoverno curdo. Tale evento rappresenta la prima eco concreta dell’idea di autodeterminazione politica del popolo curdo.
A metà del XX secolo, la Repubblica di Mahabad (1946) costituisce il tentativo più tangibile di costruzione statale curda. Sebbene di breve durata, l’esperienza di Mahabad segna una svolta storica, dimostrando la fattibilità di un’organizzazione statale moderna. Con il suo parlamento, l’esercito e i simboli nazionali, questa iniziativa fu la prima espressione istituzionale della volontà del popolo curdo di affermarsi come nazione sovrana, e non solo come comunità.
Dopo la Guerra del Golfo del 1991, l’autonomia de facto del Kurdistan iracheno rappresentò un passo decisivo e duraturo verso la statualità. La protezione delle forze Peshmerga, la creazione del parlamento regionale e l’avvio di rapporti diretti con attori internazionali posero le basi per una nuova fase nel processo di costruzione nazionale curda. Dopo il 2003, lo statuto costituzionale riconosciuto alla Regione del Kurdistan all’interno dell’Iraq federale costituì la prima struttura politica curda ufficialmente legittimata dal diritto internazionale.
A partire dal 2012, l’autonomia sviluppata in Rojava ha dimostrato la capacità dei Curdi di istituire una forma di autogoverno nel contesto siriano. Il sistema cantonale, il modello di co-presidenza femminile, le forze di autodifesa e l’esperienza di gestione multietnica hanno evidenziato come il popolo curdo stia sviluppando non solo un progetto nazionale, ma anche una prospettiva democratica avanzata. Rojava rappresenta oggi una fase attuale che testimonia la continuità della volontà nazionale curda, sia sul piano politico sia su quello militare.
Questo percorso cronologico dimostra che ogni passo del nazionalismo curdo costituisce un anello di una catena ininterrotta verso la costruzione nazionale. Dallo Sheikh Ubeydullah a Mahabad, fino al Kurdistan iracheno e a Rojava, la storia testimonia la determinazione del popolo curdo nel perseguire la propria statualità. Ogni conquista si è consolidata grazie alle esperienze passate, mentre ogni insuccesso ha preparato un terreno più solido per le sfide future.
Il processo di formazione del popolo curdo non rappresenta soltanto un successo per la propria identità nazionale, ma costituisce anche un esempio significativo per la comunità internazionale. Questa lotta incarna una delle espressioni più vive del diritto dei popoli all’autodeterminazione. L’avanzamento dei Curdi verso la statualità ricorda al mondo che la giustizia, anche se ritardata, può essere realizzata. Ogni passo rappresenta una conquista storica per i Curdi e una nuova speranza per la democrazia e la libertà a livello globale.