Aggiornato il 10/08/25 at 04:25 pm
di Shors Surme – Kurdistan dellìIraq——-Due presidenti, uno vuole fregare l’altro. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si stanno ora dirigendo verso uno “scontro diretto”, per via dell’escalation delle tensioni sulla guerra in Ucraina. Secondo quanto riportato dalla BBC, il rapporto tra i due leader assomiglia a “due treni a tutta velocità che si dirigono l’uno verso l’altro senza alcuna intenzione di fermarsi”, riferendosi alla continua escalation militare di Putin in Ucraina, mentre Trump ha intensificato la sua retorica e le sue azioni contro Mosca.
I rapporti si erano riscaldati subito dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, poiché Washington cercava di migliorare i rapporti con il Cremlino e si opponeva persino a una bozza di risoluzione europea alle Nazioni Unite che condannava “l’aggressione della Russia contro l’Ucraina”. Tuttavia, Putin non ha mostrato alcuna volontà di scendere a compromessi e ha respinto le offerte di cessate-il-fuoco dell’amministrazione Trump. Ciò ha coinciso con le visite sempre più intense dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff a Mosca, che ha incontrato Putin quattro volte in soli due mesi, in un clima di evidente desiderio di negoziare. Tuttavia Witkoff non è riuscito a ottenere alcuna reale concessione da Mosca.
Trump fa infatti la voce grossa, ma anche Putin dispone di sottomarini nucleari, e già India e Brasile, che sono parte con la Russia dei Brics, hanno fatto sapere la volontà di fregarsene dei dazi di Trump.
Ora c’è da chiedersi: cosa sarà disposto a sacrificare il Cremlino per la vittoria in Ucraina? Nelle ultime settimane Trump ha minacciato di imporre nuove sanzioni e tariffe ai partner della Russia, come India e Cina, e ha disposto improvvisi movimenti militari, tra cui il riposizionamento di sottomarini nucleari statunitensi vicino alle coste russe, in una mossa che gli osservatori hanno descritto come una “dimostrazione di forza”.
Nel mezzo dell’escalation Trump ha dato a Putin una scadenza di 50 giorni per porre fine alla guerra, riducendola poi a 10 giorni, senza alcun segno di risposta da parte del Cremlino.
Nonostante l’escalation, la Casa Bianca continua a segnalare la possibilità di negoziati. Dopo l’incontro di Wittkoff con Putin lo scorso mercoledì, sale l’attesa per il vertice fra i due capi di Stato del 15 agosto in Alaska. Grande escluso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e l’Unione Europea da sempre schierata con lui.