IRAN. HRW DENUNCIA L’AUMENTO DELLA REPRESSIONE DEL DISSENSO

Aggiornato il 09/06/23 at 02:01 pm

di Shorsh Surme –——Nel Rapporto 2022 Human Rights Watch ha reso note che l’intelligence e le autorità giudiziarie iraniane hanno continuato a reprimere il dissenso dal 2021, mentre i legislatori hanno approvato e discusso leggi che violano ulteriormente i diritti umani.
Negli ultimi tre anni le forze di sicurezza hanno risposto a proteste diffuse, in gran parte legate a questioni di diritti umani e economici, con un uso eccessivo e illegale della forza, anche letale, e hanno arrestato migliaia di manifestanti, usando l’azione penale e l’incarcerazione come strumento principale per mettere a tacere le voci di dissidenti e difensori dei diritti umani. Le autorità non hanno mostrato alcuna volontà di indagare sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse sotto il loro controllo.
“Le autorità iraniane, reprimendo le richieste popolari di diritti civili e politici, nonché economici, sociali e culturali, stanno causando un danno insostituibile a un’intera nazione”, ha dichiarato Michael Page, vice direttore per il Medio Oriente di Human Rights Watch. “Il cambiamento, ovviamente, è necessario, inevitabile e urgente”.
Nel Rapporto mondiale 2022, di 752 pagine e giunto alla 32ma edizione, Human Rights Watch esamina le pratiche in materia di diritti umani in quasi 100 Paesi. Paese dopo paese, un gran numero di persone è sceso in piazza di recente, anche a rischio di essere arrestate o fucilate, dimostrando che il fascino della democrazia rimane forte. Nel frattempo per gli autocrati è più difficile manipolare le elezioni a loro favore. Tuttavia, secondo l’autore, i leader democratici devono fare un lavoro migliore per affrontare le sfide nazionali e globali e per assicurarsi che la democrazia mantenga i dividendi promessi.
Il deterioramento delle condizioni economiche dovuto alla cattiva gestione del governo, la pandemia di Covid-19 e le sanzioni statunitensi hanno aumentato la povertà e ridotto il tenore di vita di milioni di persone in Iran. Il governo ha gestito male e politicizzato la risposta alla pandemia, in particolare il piano nazionale di approvvigionamento dei vaccini, che nei primi mesi del 2021 è stato lento e poco trasparente. Da agosto le autorità iraniane hanno arrestato Mehdi Mahmoudian, Mostafa Nili e Arash Keykhosravi, tre importanti difensori dei diritti umani che si stavano preparando a presentare una denuncia contro la cattiva gestione della crisi da parte degli ayatollah.