SIRIA. GLI USA RIBADISCONO IL SOSTEGNO ALLA SICUREZZA, MA INTANTO I LORO ALLEATI TURCHI CONTINUANO A BOMBARDARE I CURDI

Aggiornato il 31/01/23 at 04:40 pm

di Shorsh Surme –—–Il rappresentante degli Stati Uniti nel nord-est della Siria, Nicholas Granger, ha ribadito il sostegno di Washington ai progetti economici dell’area e al rafforzamento della sua stabilità. L’occasione è stata la visita dell’esponente Usa all’amministrazione curda nel nord-est del Paese (Rojava).
“Nicholas Granger ha affermato il continuo sostegno ai progetti sostenibili nella regione e a quelli economici economici in generale, oltre al al rafforzamento della sicurezza e al mantenimento della stabilità nel Kurdistan della Siria”, ha riportato una dichiarazione dell’amministrazione curda dopo l’incontro.
Sono state discusse anche le “continue minacce” della Turchia di lanciare un’altra operazione militare e il suo impatto sulla sicurezza e l’economia dell’area.
Il 20 novembre scorso la Turchia aveva lanciato la sua ultima campagna aerea denominata Operazione Claw-Sword contro le posizioni curde nel nord della Siria e nella regione del Kurdistan. L’operazione è consistita in un ampio attacco di droni e di aerei contro le Forze democratiche siriane (SDF) a guida curda.
L’incursione turca nel nord della Siria rappresenta un pericolo per il personale statunitense, che mantiene una presenza in prossimità dell’area. I funzionari statunitensi hanno ripetutamente chiesto una riduzione dell’escalation in quanto sarebbe dannoso per gli sforzi in corso volti a combattere i gruppi terroristici.
Il presidente “sultano” turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato a dicembre che un’operazione di terra avrebbe avuto luogo “presto”.
Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha detto ieri a Nadia Bilbassy di al-Arabiya che un’incursione militare in Siria non è “nell’interesse di nessuno”, in quanto metterebbe a repentaglio gli sforzi compiuti contro lo Stato Islamico (ISIS).
Quello che continua fare la Turchia di Erdogan non è evidentemente nell’interesse della pace, anzi, l’unico obbiettivo turco è quello di annientare la popolazione curda, ed anche gli Usa mantengono una posizione ambigua: l’appartenenza alla Nato della Turchia avrebbe potuto significare il contenimento dei bombardamenti sulla popolazione civile curda in Siria.