Coop Noncello a Kobane per la Casa delle Donne

Aggiornato il 17/06/18 at 03:07 pm

Missione nel Kurdistan siriano per sostenere la popolazione civile
Coop Noncello è arrivata in queste ore a Kobane, città nel nord della Siria al confine con la Turchia nell’attuale Kurdistan siriano. Obiettivo di questo nuovo viaggio della Cooperativa sociale pordenonese è non soltanto rinsaldare i rapporti di amicizia e solidarietà con le popolazioni curde, ma anche svolgere il ruolo di speciale “osservatore” e capire quale sia al momento la reale situazione.
A Kobane ci sono in questo momento due donne, Patrizia Fiocchetti, responsabile dell’area Immigrazione e asilo di Coop Noncello, e Carla Centioni, presidente dell’associazione Ponte Donna, ente capofila del progetto Casa delle Donne/Akademia, finanziato dalla Chiesa Valdese con la partecipazione della Provincia Autonoma di Bolzano.
Nelle prossime ore, la loro permanenza a Kobane durerà 6 giorni, parteciperanno all’inaugurazione della Casa delle Donne, ricostruita con il finanziamento dell’8 per mille della Chiesa Valdese. Ma Coop Noncello si trova nella martoriata città curda anche per consegnare un kit chirurgico al reparto pediatrico dell’ospedale di Kobane, acquistato grazie al contributo dell’associazione Reciproca Onlus di Pesaro, in partnership con la stessa Coop Noncello e con Labirinto Cooperativa sociale sempre di Pesaro. Questa azione rientra nell’iniziativa più ampia denominata “Kooperazione 4 Kobane” che, in accordo con il Kobane Reconstruction Board – comitato per la ricostruzione di Kobane – vede anche la partecipazione dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia Onlus e si concentra sull’aspetto sanitario delle strutture a servizio della popolazione locale.
“Per nostra scelta abbiamo aperto in questi anni rapporti con diversi soggetti in tema di aiuti umanitari – spiega il presidente di Coop Noncello, Stefano Mantovani -. Ma non è questo l’unico aspetto al quale siamo interessati, per noi i rapporti internazionali, e quelli con Kobane in particolare, significano agire anche in termini di osservatorio. Vogliamo capire quello che sta succedendo lì e decodificare quello che accade in Italia”.
Lo stesso presidente Mantovani nel marzo 2015 si era recato a Kobane per i medesimi obiettivi, festeggiando anche il Newroz con le popolazioni civili curde. “Questo tornare a Kobane per noi è fondamentale, perché ci abbiamo lasciato un pezzo di cuore”. Al rientro della delegazione, saranno organizzate una conferenza stampa a Pordenone in data da stabilire ed una a Pesaro al 13 luglio.
Fonte: Il FRiuili.it

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