La Turchia e l’Iran alleati contro i curdi

davutoglu con rogani

davutoglu con rogani

di Shorsh Surme
Teheran e Ankara sono uniti contro qualsiasi iniziativa che possa far nascere una regione autonoma curda nel nord della Siria. Non è……..

la prima volta che questi due paesi, per quanto da anni in una sorta di guerra fredda, si trovano ad essere alleati nelle iniziative contro la popolazione curda.
Tant’è che dopo la caduta di Saddam Hussein, nel 2003, stata un’offensiva militare congiunta turco-iraniana per far naufragare il sogno della popolazione curdo–irachena, cioè quello di vivere in pace ed in libertà dopo anni di massacri e genocidi perpetrati del regime. Questi due paesi, l’Iran e la Turchia, non hanno mai visto di buon occhio l’attuale situazione del Kurdistan dell’Iraq, nonostante i guadagni milionari che entrambi fanno con la stessa Regione, usufruendo, ad esempio, del petrolio, che il Kurdistan vende per il proprio sviluppo.
Il 6 marzo il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rohani, e il premier turco Ahmet Davutoglu, si sono incontrati per individuare “misure supplementari” volte colmare, in tema di curdi-siriani, il divario tra loro, al fine di prevenire la nascita di una regione autonoma del Kurdistan siriano (Rojawa), vicino al confine con il Kurdistan della Turchia (Kurdistan del Nord).
Anche la popolazione curdo-irachena è molto preoccupata per le continue violazioni da parte della Repubblica Islamica del cosiddetto “moderato” Hassan Ruhani e della Turchia del Sultano Recep Tayyip Erdogan. Questi, che negli ultimi tempi ha visitato molti paesi arabi ed ha partecipato alla riunione della Lega Araba, ha affermato che “riconoscere uno Stato Palestinese non è un dovere, ma un obbligo”.
Posso anche essere d’accordo, ma qui sorge spontanea una domanda, anzi alcune domande: e i 20 milioni di curdi che vivono in Turchia? Che non hanno diritto di usare la loro lingua e la loro cultura, e che non possono gestire il proprio territorio?
La questione curda in Turchia è il problema politico più importante attualmente di quel paese, e i dirigenti turchi hanno sempre cercato di risolverla manu militari. La guerra all’infinito non porta da nessuna parte, se non a quella di fomentare l’oddio tra i due popoli, turchi e curdi. La miglior garanzia per la piena democratizzazione della Turchia è quella di risolvere la questione curda.

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