Isis. Necessario un ampio intervento. Ma anche i paesi arabi devono fare la loro parte


di Shorsh Surme

Da più parti viene invocata la necessità di costruire una grande alleanza internazionale in grado di sradicare completamente il cancro rappresentato dall’Isis (Stato Islamico), che ormai non è solo un pericolo per……. il Medio Oriente, ma è una minaccia per tutto il mondo. Sicuramente serve una coalizione internazionale che possa comprendere anche paesi come la Russa e la Cina, che sin dall’inizio del conflitto siriano si sono messi contro qualsiasi risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che avrebbe potuto evitare la nascita di gruppi fondamentalisti come Jabhat al-Nusra (Fronte al-Nusra) e poi l’Isis. Quest’ultimo era già sconfitto in Iraq dopo la morte del terrorista Giordano Abu Musab al-Zarqawi nel 2006, quindi appena hanno trovato una terra fertile come quello Siriano per i loro crimine si sono spostati e il resto è noto. Ora un intervento americano sul campo è impossibile. Ironia della sorte il più grande sostenitore di un intervento americano è lo stesso Stato Islamico. Se l’America dovesse essere coinvolta sul terreno di lotta, sarebbe una grande vittoria propagandistica per i jihadisti di tutto il mondo e porterebbe ad un massiccio rafforzamento del reclutamento, attraverso affermazioni secondo cui gli Stati Uniti starebbero imbarcando in una moderna crociata per uccidere i musulmani. In questo momento gli unici paesi che possono condannare con fermezza lo stato Islamico sono i paesi musulmani, ma soprattutto le organizzazioni politico-musulmane, come la l’Organizzazione della cooperazione islamica e la Conferenza islamica, che dovrebbero dichiarare la condanna totale senza se e senza ma, e far capire alla maggioranza della popolazione islamica, attraverso le moschee e le scuole, che tutto quello che fa l’Isis non è Islam.

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