Lettera appello al presidente dell’Iran “Rilasci subito Bahareh Hedayat”


In Iran una trentina di docenti universitari ha firmato una lettera al presidente, Hassan Rohani, e al capo della magistratura per chiedere il rilascio della giovane attivista Bahareh Hedayat, che ha già passato sei anni in cella ed è detenuta ad… Evin. La studentessa, arrestata nel 2009, avrebbe potuto essere rilasciata lo scorso giugno. Secondo il codice penale iraniano i detenuti devono scontare tutta la pena solo se sono stati condannati per diverse accuse. Questo vuole dire che Hedayat avrebbe diritto ad uscire dal carcere.
“Da quando si è sposata. sette anni fa, con Amin Ahmadian, un altro studente attivista come lei, hanno passato insieme meno di un anno” si legge nella lettera.
Tra i fondatori della campagna One Million Signatures per i diritti umani in Iran, Bahareh era stata più volte arrestata negli ultimi dieci anni, anche il giorno prima della data fissata per il suo matrimonio, sette anni fa. Ha potuto vivere con il marito meno di un anno, ma è stata arrestata nel 2009, durante le proteste per la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad, dopo aver dato un’intervista a Bbc Persian, bandita dalla Repubblica islamica.
“E’ stata tenuta in carcere per sei anni solo per aver criticato Ahmadinejad alla luce del sole – ha dichiarato il marito Ahmadian al Guardian – e ora nella stessa prigione alcuni dei deputati più vicini all’ex presidente sono detenuti per corruzione”.
Fra i firmatari della lettera a suo favore anche Noam Chomsky, Juan Cole, David Harvey, Dick Davis and Richard Tapper.
“Siamo incoraggiati – vi si legge – da notizie secondo le quali l’Iran intraprenderà riforme sociali da tempo attese dopo l’accordo sul nucleare. È ora che finisca l’ingiustizia contro Bahareh e la sua detenzione kafkiana”.
Corriere della Sera

 

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