In Iraq continuano le violenze, Barzani piange con i parenti dei curdi rapiti


di Shorsh Surme

Mentre tutta l’Europa e in particolare l’Italia sono preoccupati, a ragione, per la crisi in corso in Libia, in Iraq l’Isis continua con le sue barbare uccisioni. Infatti nei giorni scorsi i jihadisti dello Stato Islamico,….. dopo aver occupato la cittadina di al-Baghdadi, a circa 85 km a nord ovest di Ramadi, nella provincia di Anbar, hanno compiuto il gesto criminale di bruciare vive 45 persone, probabilmente membri delle forze di sicurezza irachene, cosa confermata dal capo della polizia locale, Qasim al-Obeidi, il quale ha affermato che comunque “è impossibile identificare le persone in quanto i corpi sono diventati ceneri”.
La cittadina di al-Baghdadi è caduta nelle mani del Califfato giovedì 12 febbraio, dopo mesi di assedio, ed è situata a soli 8 km. dalla base aerea di Ain al-Asad, dove 320 marines americani stanno addestrando i soldati della VII divisione irachena.
Il dramma continua anche per i curdi. Nella sua visita a Kirkuk, il presidente della Regione autonoma del Kurdistan irq. Massuod Barzani, ha incontrato i famigliari dei peshmerga catturati dell’Isis, i quali rischiano di essere decapitati; Barzani ha condiviso l’angoscia dei famigliari piangendo con loro per i combattenti caduti nelle mani degli criminali dell’Isis.
Quello che appare evidente è che è arrivato il momento di porre fine a tali massacri, magari passando alla creazione di una forza che comprenda i paesi arabi che non hanno collaborato alla nascita dell’Isis e che quindi possano isolare coloro che ancora oggi sostengono il “Califfato”.
 

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