Kurdistan. M5S, il Pkk potrebbe finalmente uscire dalle liste Onu sul terrorismo


Con la mozione sul Pkk approvata in Senato abbiamo ottenuto dal governo l’impegno di promuovere iniziative, anche in sede europea, perché il partito curdo fondato da Ocalan venga sottoposto ad un periodo di osservazione,…… durante il quale si potrà chiarire la sua posizione internazionale che lo vede tuttora inserito nella lista Onu delle organizzazioni terroristiche. Una classificazione risalente al 2001.
“È passata la nostra linea di rivedere la vicenda curda, non solo come interna al popolo stesso, ma anche come essenziale per tutta l’aera del Kurdistan – sostiene Stefano Lucidi, primo firmatario della mozione -. Riteniamo, quindi, che si possano promuovere iniziative anche a livello europeo perché si ricorra con più forza al negoziato, piuttosto che alla lotta armata, per trovare una soluzione al conflitto nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani”.
La risoluzione del conflitto in Kurdistan risulta essere strategica per l’assetto dell’intero Medio Oriente e per sostenere una pace duratura in questa zona. Proprio dal Pkk, sotto la leadership di Ocalan, sono emerse disponibilità a risolvere la questione curda con la via del dialogo e del confronto. Per questo è necessario chiedere garanzie di rinuncia alla lotta armata, da parte dei gruppi estremisti curdi, affinché si impegnino a perseguire un processo politico e pacifico di riconciliazione interna. Siamo per l’avvio di un dialogo e di un negoziato tra le parti e con le autorità nazionali, teso a determinare una soluzione giusta, duratura e includente della vicenda curda, senza pregiudicare la loro autonomia e indipendenza politica, ma anche per rafforzare il fronte di difesa nei confronti di IS.
Si tratta di una regione estesa 511 mila km divisa tra Iraq, Iran, Turchia, Siria ed ex Urss. La mancanza di censimenti, lo stato di guerra permanente e l’emigrazione rendono incerti i dati sulla popolazione: secondo alcune stime, i curdi residenti in Kurdistan sarebbero circa 29 milioni e quasi la metà vivono in Turchia. Le persecuzioni e le guerre hanno alimentato la fuoriuscita di almeno 5 milioni di persone, tra profughi ed espatriati, nelle metropoli turche e in Europa.
La città di Kobane (Siria) si trova al confine con la vicina Turchia, ed è sotto assedio da parte del cosiddetto Stato Islamico (IS) ormai da mesi. Tre dei principali gruppi curdi – KRG in Iraq, PKK in Turchia e il PYD in Siria – hanno una storia di accesa competizione e la stanno alimentando tuttora, nonostante la lotta contro il nemico comune IS. L’assedio di Kobane, ha innescato scontri anche tra i diversi gruppi curdi in Turchia. Queste lotte intestine hanno inoltre evidenziato la dimensione socio-economica spesso trascurata delle relazioni intra-curde: i curdi richiedono non solo la pace esterna con la Turchia, ma hanno anche bisogno di raggiungere una pace interna tra le diverse fazioni presenti nella regione.
Fonte:Blog Beppe Grillo

 

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