Iran: pena di morte, continuano le esecuzioni


Almeno 11 persone sono state giustiziate in Iran in quest’ultima settimana. Il 18 settembre cinque uomini, i cui nomi non sono stati divulgati, sono stati impiccati in pubblico nella provincia meridionale iraniana di Fars,…. ha riferito l’agenzia di stampa Mehr. Quattro di loro sono stati giustiziati nella città di Shiraz, mentre il quinto uomo è stato impiccato a Marvdasht.
Erano stati condannati a morte dal tribunale rivoluzionario di Shiraz per stupro, sequestro di persona, rapina a mano armata e consumo di alcool.
Il 15 settembre un detenuto identificato come Ali è stato impiccato per traffico di droga nel carcere di Uromiyeh, nell’Iran nord-occidentale. I media non hanno parlato di questa esecuzione. Il 16 settembre è stata la volta di un prigioniero impiccato nel carcere di Qum. Identificato dall’IRNA solo come Q.S., era stato accusato di traffico di droga.
Sempre il 16 settembre, Hamid Ghanbari e Felid Ghasrik sono stati impiccati per traffico di droga nel carcere di Uromiyeh. Una donna di 60 anni e un uomo di 31, che non sono stati identificati per nome, sono stati impiccati l’11 settembre nella prigione di Rasht per traffico di droga, ha riferito la televisione di Stato IRIB. L’uomo era accusato di possesso e traffico di 4.100 grammi di ice e la donna per acquisto, possesso, traffico e distribuzione di 3.198 grammi di eroina.
Il 12 settembre, il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha espresso allarme nella sua relazione annuale all’Assemblea Generale per il recente aumento delle esecuzioni in Iran. E’ scritto nel Rapporto: le promesse fatte dal presidente Hassan Rouhani “non hanno ancora portato a miglioramenti significativi, e le restrizioni alla libertà di espressione continuano a interessare molti aspetti della vita”.
Ban Ki-moon ha anche criticato Teheran per le esecuzioni di minorenni. “Secondo informazioni raccolte da fonti affidabili, più di 160 minori sono attualmente rinchiusi nel braccio della morte e almeno due sono stati giustiziati negli ultimi mesi per crimini commessi quando avevano meno di 18 anni”, dice il Rapporto. (fonte Nessuno tocchi Caino – Flash news)

 

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