Kirkuk, la Gerusalemme curda


di Shorsh Surme

In queste ultime settimane, particolarmente dopo l’attacco da parte dei terroristi dello stato islamico dell’Iraq e del lavante (Isil) alle città di Mosul e di Tikrit, la questione curda è tornata prepotentemente alla ribalta, ….. soprattutto dopo l’arrivo dei combattenti curdi i peshmerga nella città curda di Kirkuk, (famosa per i suoi giacementi di petrolio) , colmando il vuoto creato del ritiro dell’esercito Iracheno sia della città che delle sue province. Infatti, molti giornali hanno scritto ingiustamente che i curdi avrebbero approfitato della crisi Irachena per occupare la città di Kirkuk ignorando completamente l’esistenza dell’articolo 140 della nuova costituzione Irachena che avrebbe dovuto deciderne il destino di questa città entro il 31 dicembre 2007, cosa che non è stato fatto de parte del governo centrale, rimandando anno in anno.
La città di Kirkuk è una città multietnica di quasi un milione di abitanti – Curdi, arabi sciiti e sunniti, turcomanni,e assiri-caldei. è però ancora esclusa dal Governo regionale del Kurdistan, ad amministrazione autonoma. Per i curdi Kirkuk viene cosiderato la «Gerusalemme curda», tanto per sottolineare quanto irrisolto sia il problema della sua amministrazione.
Kirkuk è una parte essenziale del Kurdistan iracheno, anche se dal punto di vista demografico ha avuto continui mutamenti, a causa della politica di arabizzazione e della pulizia etnica da tutti i regimi che si sono succeduti in Iraq. Nel giugno 1963, regime baathista di Ali Saleh al-Sa’adi che appena aveva preso il potere in Iraq, distrusse tredici villaggi curdi vicino a Kirkuk ed espulsò i curdi di altri trentaquattro villaggi nel distretto Dubz sostituendole con gli arabi provenienti da centro e sud dell’Iraq.
Nel 1973 Saddam cominciò la vera e propria politica di arabizzazione delle aree petrolifere della regione curda è andata avanti con la creazione di nuovi villaggi interamente arabi, fattorie gestite da arabi e soprusi vari nei confronti della popolazione curda.
I rifugiati curdi rifugiati sono tornati alle loro case in città e in provincia solo dopo la caduta del regime di Saddam nel 2003. Ora la città di kirkuk è governato da un curdo, che nelle ultime elezioni provinciali del marzo scorso ha ottenuto quasi 80% dei volti non solo dei curdi ma nache dai Turcommani e dei arabi.
Il presidente della regione del Kurdistan Massuod Barzani in una sua improvvisa visita alla città di Kirkuk. ha proposto l’organizzazione di un referendum per consentire alla provincia di Kirkuk, contesa tra le autorita’ di Erbil e quelle di Baghdad, di decidere se rimanere o no sotto la giurisdizione del governo centrale e ha anche affermato che “la presenza delle forze Peshmerga in citta’ non significa che i curdi vogliano imporsi con la forza”
Proprio oggi il giornale arabo Al Hayat edito a Londra, in un articolo dello scrittore arabo-cristiano Ghassan Charbel ha scritto che quando Barzani incontro Saddam nel lontano 1991, saddam le disse “non possiamo negare che Kirkuk è una città Curda” continuando ha detto” Ma non possiamo darvela in quanto potrebbe diventare un deterrente per l’indipendenza”.

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