Siria: curdi si organizzano contro Assad, obiettivo e’ autonomia


Rimasti finora in disparte nella rivolta contro il presidente Bashar al-Assad, i curdi della Siria stanno cominciando a organizzarsi e minacciano di mettere in crisi, oltre agli equilibri interni, anche quelli regionali. I curdi siriani sono 1,7 milioni e finora solo pochi tra loro hanno preso parte alle proteste. Alcuni giovani della minoranza hanno aderito ai gruppi giovanili di oppositori sorti nel paese, ma nelle citta’ a maggioranza curda si registrano solo pochi casi di sommosse di rilievo.
Il che non si traduce in un sostegno ad Assad, sotto la cui presidenza – oltre che sotto quella del padre Hafez – i curdi sono fortemente discriminati. Nelle ultime tre settimane i membri di 11 partiti curdi non ufficiali hanno avuto incontri con attivisti curdi dei Comitati di coordinamento locale, con cui pianificano di dar vita a una formazione piu’ ampia, che dovrebbe avere una sua conferenza di partito gia’ nelle prossime settimane. Non e’ previsto che questa formazione abbia legami con il Consigio nazionale siriano, creato dagli oppositori di Assad su base nazionale.
Per i curdi, infatti, l’organismo ha un’agenda troppo ‘araba’, che non contempla l’obiettivo di una piu’ ampia autonomia per la minoranza. “I curdi siriani non chiedono la separazione dalla Siria, anche se ovviamente l’idea di uno stato del Kurdistan resta un sogno”, ha spiegato Meshal Tammo, portavoce del Movimento del futuro curdo, citato dal ‘Wall Street Journal’. Il modello e’ quindi quello della regione autonoma del Kurdistan iracheno, a cui guardano anche i curdi della Turchia e dell’Iran.
(Aki) –

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