Iraq: Erdogan a Baghdad


Le autorità irachene devono collaborare con la Turchia nella lotta contro i ribelli curdi del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan). Lo ha affermato il primo ministro di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, nel primo giorno della sua visita ufficiale in Iraq. Erdogan era arrivato nel primo pomeriggio a Baghdad per una visita di due giorni in Iraq, finalizzata a rafforzare rapporti politici ed economici tra i due vicini. “L’ostacolo importante che impedisce di rafforzare la relazione è l’organizzazione terroristica che ha una base nel nord e (…) auspico che combattiamo insieme questa organizzazione terroristica”, ha dichiarato il primo ministro turco in un discorso di fronte al parlamento iracheno e trasmesso dalla televisione pubblica del Paese.
Il Pkk, ritenuto un’organizzazione terroristica dalla Turchia e da numerosi Paesi, porta avanti dal 1984 una lotta armata per la difesa dei diritti dei curdi. Il conflitto ha provocato 45mila morti, secondo l’esercito turco. Ankara stima in circa 2mila il numero dei ribelli asserragliati in Iraq. L’aviazione turca bombarda regolarmente le sospette posizioni dei ribelli e l’esercito turco ha condotto una serie di raid terrestri nel nord dell’Iraq.

Accompagnato da un’importante delegazione di capi di impresa turchi, Erdogan è stato accolto sulla pista dell’aeroporto di Baghdad dal suo omologo iracheno Nouri al-Maliki, con il quale ha in agenda un colloquio nella Zona Verde, nel centro di Baghdad. Dopo decenni di guerre e di sanzioni, le necessità per la ricostruzione rimangono enormi in Iraq e ben superiori alle capacità dello stato, le cui spese di funzionamento assorbiranno il 70 per cento del bilancio 2011. Durante una conferenza a Baghdad, il capo della Commissione nazionale di investimento, Sami al-Araji, ha dichiarato alla delegazione turca che il suo Paese ricercava investitori nei settori del petrolio, dell’elettricità, della salute e dell’istruzione. “Tutti questi settori hanno bisogno delle imprese turche”, ha detto.

Un alto responsabile della delegazione turca ha indicato che gli scambi bilaterali erano aumentati nel 2010 a 7,5 miliardi di dollari. “Speriamo che raggiungano i 10 miliardi quest’anno e il volume di 25 miliardi di dollari non sia un obiettivo irrealistico in futuro”, ha aggiunto. Domani, il primo ministro turco deve recarsi a Najaf, città santa sciita 150 chilometri a sud di Baghdad, per incontrare la guida spirituale della comunità sciita, l’ayatollah Ali Sistani. Deve inoltre andare a Irbil, capitale del Kurdistan iracheno, e diventare così il primo capo di governo turco a recarsi in questa regione autonoma del nord dell’Iraq.

Fonte: (TMNews)

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