Kurdistan: accordo per le riforme nel parlamento curdo


Si è chiusa la sessione straordinaria del parlamento regionale di Erbil, convocata sull’onda delle proteste scoppiate la settimana scorsa a Sulaimaniyah, nel Kurdistan iracheno. L’assemblea ha trovato un’intesa su alcune riforme sociali, per migliorare le condizioni economiche e di sicurezza della popolazione. Dalla seduta è venuta anche una condanna delle violenze che hanno fatto tre vittime e oltre cento feriti. Nei cinque giorni di disordini la polizia ha arrestato circa 70 persone, mentre molti manifestanti hanno preso di mira le sedi del Partito Democratico curdo. Tra i più accesi contestatori c’erano i militanti del partito Gorran, che vuol dire cambiamento, guidati da Mustafa Nawshirwan. I suoi seguaci hanno chiesto l’indipendenza del Kurdistan da Baghdad. Secondo la stampa locale, Nawshirwan sarebbe stato manovrato dall’Iran. Intanto il leader sciita, Muqtada al-Sadr, con una visita a sorpresa nella città di Najaf, ha lanciato una consultazione popolare per domandare a tutti i cittadini iracheni quali dovrebbero essere le priorità del governo. Nel frattempo, un parlamentare sadrista, Hazim al-Araji, ha preso le distanze dalla manifestazione in programma per domani a Baghdad. Il portavoce del comando di sicurezza della capitale, Qasim Atta, è intervenuto in televisione per spiegare le eccezionali misure di controllo messe in campo per domani a causa dell’alto rischio di attentati.

 

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