Bologna: unanimità del Consiglio provinciale per il riconoscimento dell’identità del popolo kurdo


“Lo scorso 18 ottobre si è aperto, presso l’Alta Corte Penale di Diyarbakir (Kurdistan turco) l’ennesimo processo contro sindaci, ex parlamentari e dirigenti kurdi – molti dei quali in stato di arresto da mesi, in attesa del processo – denunciati per reati contro ‘la turchità dello stato’ e accusati di agire contro ‘l’integrità dello stato e l’unicità della lingua”. Da qui prende le mosse l’ordine del giorno bibartisan approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale che auspica “che si giunga in tempi rapidi ad una definizione della causa kurda e del popolo kurdo”. “Non può esistere – prosegue l’odg – alle porte dell’Europa un popolo vittima di continue persecuzioni perpetuate attraverso la negazione della sua identità” e per questo il Consiglio chiede “che si ponga termine ai processi contro rappresentanti democraticamente eletti: sindaci ed ex parlamentari in carcere accusati di minare l’integrità dello Stato solo per aver introdotto cartelli bilingue”.
Questo ordine del giorno verrà affidato ai rappresentanti delle ONG presenti in presidio di fronte al tribunale di Diyarbakir dove è in corso “un vero e proprio processo politico”.
Il documento prosegue sottolinenado come “nonostante le timide aperture e correzioni alla Costituzione turca – approvate col recente referendum – è ancora lontana l’ammissione della Turchia all’Unione Europea. La strada europea per la Turchia, passa e si ferma a Diyarbakir, dopo gli innumerevoli processi che – negli ultimi tre anni – hanno colpito molte centinaia di amministratori eletti, dirigenti dei disciolti partiti e perfino centinaia di ragazzi minorenni, accusati di appoggiare il separatismo.
 

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