Il dissidente torturato in Iran: “Tutto iniziò con Khomeini”


di Amir Abbas Fakhravar

L’odio verso Israele caratterizza la Repubblica islamica fin dai suoi albori. Nell’agosto del 1979, l’anno della rivoluzione, Khomeini chiamò l’ultimo venerdì del mese del Ramadan giornata di “al Quds”, invitando “i musulmani di tutto il mondo e i governi musulmani a unirsi per recidere la mano dell’usurpatore (Israele) e dei suoi sostenitori”. Ricordo negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza di aver letto sui muri e sugli striscioni una frase di Khomeini in cui affermava che Israele doveva essere eliminato dalla scena mondiale.
L’attuale presidente della Repubblica islamica, Mahmoud Ahmadinejad, ha seguito le idee estremiste di Khomeini, continuando a mettere in dubbio l’esistenza stessa di Israele ogni qualvolta se ne presentasse l’occasione, negando l’Olocausto e sostenendo che “Israele dovrebbe essere cancellato dalla cartina geografica”. Non c’è alcun dubbio sul fatto che Israele sia uno stato sovrano e che, in quanto tale, non solo abbia il diritto di esistere, ma anche di difendere la propria esistenza ricorrendo a ogni mezzo necessario. Questa ideologia e questi commenti sono razzisti e fascisti.
Ho vissuto in prima persona l’ostilità di questo regime nelle carceri della Repubblica islamica. Tutto il mondo lo scorso anno ha potuto vedere con i propri occhi il grado di violenza che è disposto a infliggere alla propria popolazione. Questo dovrebbe mettere in guardia la comunità mondiale sulla reale minaccia che questa dittatura rappresenta per Israele. Perché invece vige un silenzio assoluto sulla questione?
Ciò che Ahmadinejad e altri fondamentalisti islamici come lui non rivelano è la vera ragione di tale ostilità. Nel Corano, il libro sacro dell’Islam, si afferma in più occasioni che gli israeliti rimarranno per sempre un popolo errante, senza una nazione propria. L’esistenza stessa di Israele smentisce questa asserzione. Un errore nel Corano rappresenterebbe una seria minaccia alla legittimità della dittatura teocratica in Iran e del potere nelle mani del clero, incluso il capo supremo.
Dal 1979, la Repubblica islamica collabora direttamente con tutti gli elementi estremistici interni all’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Ha perfino dato vita a numerosi nuovi gruppi terroristici, come Hezbollah, così da potenziare le basi del terrorismo della Repubblica islamica dell’Iran nella regione. Hezbollah e Hamas sono supportati sia militarmente, attraverso la Guardia rivoluzionaria iraniana, sia finanziariamente, con milioni di dollari (denaro proveniente dalle tasche del popolo iraniano, ovviamente). In Iran le persone intelligenti riconoscono la legittimità di Israele e si interrogano piuttosto su quella della Repubblica islamica.
Lo scorso anno, subito dopo le elezioni truccate, gridavano “indipendenza, libertà, Repubblica iraniana”. Sono contrari al sostegno a favore delle organizzazioni terroristiche palestinesi. Sempre lo scorso anno, nella giornata di “al Quds” scandivano il famoso coro “Né Gaza né Libano, la mia vita solo per l’Iran”. Inoltre, in risposta al canto “morte a Israele” intonato dai gruppi radunati dal governo, gli iraniani comuni urlavano “morte alla Russia” per il suo sostegno a favore di questo regime fascista.
Sono certo che non passerà molto tempo prima che il popolo iraniano rovesci questa dittatura illegittima e instauri un governo laico e democratico, le cui politiche rispecchieranno i veri ideali e le aspirazioni della gente. Non ho dubbi sul fatto che quel giorno le due nazioni di Iran e Israele, i cui legami culturali e storici risalgono a migliaia di anni fa, formeranno di nuovo un’alleanza politica, culturale ed economica forte.
(Tratto da Il Foglio)

 

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