SIRIA. AL-ASSAD ORMAI SCOMODO ANCHE PER LA RUSSIA. CHE GLI CHIEDE SOLDI PER IL SOSTEGNO BELLICO

di Shorsh Surme –La Russia di Vladimir Putin sta per scaricare il dittatore siriano Bashar al-Assad. Alcuni media russi hanno apertamente criticato il dittatore siriano per presunti tentativi di corruzione a ex diplomatici russi, e hanno suggerito apertamente che è giunto il momento che al-Assad venga sostituito da un altro presidente, anch’esso amico della Russia.
La famiglia al-Assad sta governando la Siria da oltre 50 anni. Gli al-Assad, a differenza della popolazione prevalentemente sunnita, sono membri della confessione religiosa alawita, che si rifà al termine “alawi”, riconosciuto dai francesi quando questi occuparono la zona nel 1920. Storicamente venivano chiamati ansariyya, mentre “alawi” significa “colui che mostra reverenza all’Imam Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del profeta Maometto.
Lo “zar” Putin teme che possa verificarsi una faida famigliare come quella avvenuta in Iraq nella famiglia di Saddam Hussein. Infatti la recente faida del presidente al-Assad con suo cugino Rami Makhlouf, che è l’uomo più ricco del paese e che possiede più della metà della ricchezza della Siria, potrebbe essere segno che alcuni gruppi di oligarchi siriani, così come la stessa Russia, stiano cercando di minare la sua autorità.
Secondo quanto riferito dai media, Makhlouf si è lagnato del fatto che suo cugino stava inviando la polizia segreta per sequestrare i suoi beni e bloccare le sue attività: al-Assad si sarebbe infatti trovato nella necessità di chiedere al suo potente cugino di versare cospicue somme di denaro nella cassa dello Stato, vista la richiesta della Russia alla Siria di versare una tranche di 3 miliardi di dollari per il sostegno bellico. In altre parole la Russia, che ha attivamente sostenuto l’Esercito arabo siriano contro il cosiddetto Stato Islamico e altri gruppi, sta ora chiedendo al suo alleato il ritorno sui suoi investimenti.
In realità anche al-Assad, come Saddam e Gheddafi, non serve più e quindi si cerca in tutti modi di rovesciarlo, cosa che succederà presto.

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