LA FARSA GUERRA TRA GLI USA E L’IRAN DEGLI AYTOLLAH

di Shorsh Surme —— La guerra fredda tra l’Iran degli ayatollah e gli Stati Uniti d’America ormai dura da più di 40. Per la precisi cominciò non soltanto con l’occupazione dell’ambasciata americana a Teheran dopo il ritorno del aytollah Ruḥollāh Moṣṭafāvī Mōsavī Khomeynī nel 1979, bensì con la guerra Iran-Iraq (1980-1988): fu una lotta titanica che contrappose il regime rivoluzionario dell’Iran e i suoi valori islamici contro non solo il dittatore iracheno Saddam Hussein, ma soprattutto gli Stati Uniti Stati d’America che venivano considerati il centro dell’imperialismo occidentale e quindi come il grande Satana.Dal punto di vista iraniano la guerra venne vinta dalla Repubblica Islamica, la quale aveva schierato le sue risorse economiche e militari e respinto dal suo suolo l’invasore iracheno appoggiato dagli arabi occidentali e del Golfo, e mostrando al mondo che la sua rivoluzione e i suoi valori islamici non potevano essere vinti dalla pressione economica e dalla forza delle armi.Tuttavia, quando i veterani di guerra, i pasdaran (“guardiani della Rivoluzione”) tornarono dal fronte, trovarono la rivoluzione e i valori islamici per i quali avevano combattuto completamente cambiati.Dopo quindici anni di esilio l’imam Khomeini venne accolto in trionfo da milioni di persiani, ma ben presto lui si rese conto di quanto precaria fosse la posizione di preminenza e la sua stessa reputazione.Khomeini per riuscire a mantenere il potere e per battere I’opposizione, la stessa che aveva combattuto contro lo Scià, non esitò a ricorrere alla forza: i plotoni di esecuzione cominciarono ad eliminare i prigionieri politici e la tortura si fece più brutale, come testimoniano i vari rapporti di Amnesty International. Infatti, nel dicembre 1982, i Pasdaran iniziarono la loro offensiva contro le minoranze etniche, tra questi il popolo curdo, nonostante i movimenti di liberazione del Kurdistan avessero aiutato e sostenuto Khomeini nella sua rivolta contro lo Scià.Khomeini, durante il suo esilio a Parigi, aveva promesso ai curdi l’autonomia, come aveva garantito il loro diritto a vivere in pace e in libertà, invece dopo poco tempo dal suo arrivo dichiarò loro guerra e disse testualmente che “uccidere un curdo non è peccaminoso”. Perché, secondo la Guida suprema, i curdi erano degli infedeli, in quanto erano tolleranti e soprattutto non erano fanatici.Trita Parsi, politologo iraniano naturalizzato svedese, nella sua tesi di dottorato di ricerca del 2006 ha scritto che “Ci fu una proposta degli iraniani agli Usa per trovare un accordo maggiore fra le due parti, nella quale tutte le questioni furono messe sul tavolo, compresa l’offerta nel quadro delle negoziazioni di disarmare gli Hezbollah e trasformarli in una mera organizzazione politica”. Parsi continua nella sua tesi riportando che “l’accordo prevedeva la fine di ogni tipo di appoggio alla jihad islamica e ad Hamas, come pure di incoraggiare i palestinesi a scegliere la via politica, piuttosto che quella militare, nei suoi rapporti con Israele”.

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