31° Anniversario dell’operazione “Al-Anfal”, lo sterminio del popolo Curdo

di Shorsh Surme  —  Mentre il popolo curdo ricorda il 31mo anniversario del genocidio di al-Anfal, un’operazione che ha visto l’assassino di 182mila curdi compresi donne, bambini, anziani e disbili nel Kurdistan dell’Iraq per mano del dell’ex regime baathista di Saddam Hussein, il presidente della provincia irachena di Muthanna, Adil Nazik, ha dichiaro di aver trovato tre fosse comuni con i resti dei poveri curdi e con documenti vari, la cui identità e verrà comunicata prossimamente. Da quello che è stato riferito queste tre fosse dovrebbero contenere i resti di più di 300 persone vestite con abiti tradizionali curdi. Le esumazioni sono durate 5 giorni, ed i resti sono stati portati in un luogo sicuro appositamente creato in vista del trasferimento prima a Baghdad e poi in Kurdistan.
Non è la prima volta che vengono trovati simili siti nel deserto di al-Salman, un distretto sud-occidentale della provincia di Muthanna, dove si trovava il famigerato campo di prigionia di Nugra al-Salman. Tra il 1986 e il 1989 Saddam Hussein delegò a guidare l’operazione il criminale Ali Hassan al-Majid, noto anche come “Ali il Chimico”.
Il fine generico della campagna era quello di eliminare non solo la resistenza curda ma anche sterminare con qualsiasi mezzo necessario la popolazione curda, per cui vennero rasi al suolo 1.200 villaggi.
Analizzando in dettaglio gli obiettivi di quella campagna troviamo che uno di essi era la pulizia etnica. Inizialmente fu riservata a quegli uomini tra i 12 ed i 80 anni che venivano considerati sabotatori. Furono in realtà le esecuzioni di massa nei villaggi a dettare l’inizio di una tragica e tristissima campagna di genocidio che si materializzò nei dieci anni successivi.
Infatti l’organizzazione Human Rights nel suo rapporto annuale aveva definito la campagna di al-Anfal un vero è proprio genocidio contro il popolo curdo, a differenza della pulizia etnica praticata dai serbi nei confronti dei bosniaci o il massacro tribale in Rwanda. Va notato che lo sterminio al-Anfal ha ricevuto pochissima attenzione all’estero in particolare dell’occidente, nei due suoi componenti Europa e Stati Uniti d’America.

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