L’enigma delle armi americane dopo il ritiro delle truppe

di TB —In seguito all’inaspettata decisione di ritirare le 2000 truppe americane dal suolo siriano, alcuni comandanti dell’esercito statunitense avrebbero raccomandato di lasciare le armi americane ai curdi Siriani, con la finalità di proteggersi da eventuali tensioni in seguito alla loro dipartita. Fra le armi di cui i Kurdi potrebbero disporre si possono contare missili anticarro, mortai e carri armati.
Le modalità e le tempistiche con cui il ritiro delle truppe è stato annunciato non permettono tuttavia, ad oggi, di definire se queste direttive provenienti dai massimi ranghi dell’esercito verranno rispettati.
Una cosa è certa: Trump sembra non tenere in alcuna considerazione i suggerimenti ed i consigli dei suoi gerarchi militari, in primis Mattis, dimessosi appena avuta notizia delle intenzioni del presidente.
Tali considerazioni, tuttavia, se da un lato mettono in evidenza la preoccupazione da parte degli esperti in materia verso il terribile pericolo che i Curdi corrono a causa di una decisione così avventata, dall’altro esporrebbero la NATO a nuove tensioni.
Ankara non vedrebbe certo di buon occhio l’eventualità che i Curdi possano innescare altri motivi di conflitto nel Rojava facendo uso di armi fornite loro dagli Stati Uniti, alleato strategico della Turchia.
Gli stessi gerarchi militari confermano che, se anche Trump decidesse di non lasciare le armi ai Curdi, al fine di non attirarsi le ire di Ankara, sarebbe pressoché impossibile riuscire a recuperarle tutte dal momento che sono ormai ben distribuite nel territorio e che i combattenti stenterebbero a separarsene, presagendo l’imminenza di nuovi conflitti.
TB

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