Denuncia dell’Hdp, ‘i turchi bombardano Nusaybin e Mardin’

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di Shorsh Surme
Ancora sangue, morte e distruzione nella Turchia sudorientale, nonostante il paese di Ankara sia membro della Nato e del Consiglio d’Europa: dal luglio 2015il Kurdistan del Nord, cioè la….

parte turca, è sotto attacco da parte delle forze governative turche ed oggi ad essere duramente bombardate sono state Nusaybin (Nusibi) e Mardin.
Lo hanno reso noto al nostro giornale fonti del filo-curdo Hdp (Partito democratico del popolo), precisando che gli attacchi hanno provocato decine di morti e feriti tra la popolazione, ed aggiungendo che non viene permesso alle organizzazioni umanitarie a prestare assistenza medica, poiché i bombardamenti sarebbero ancora in corso.
E’ evidente l’azione del presidente Recep Tayyp Erdogan nei confronti dei curdi in generale e non solo di coloro che vengono ritenuti “terroristi”, tanto che solo pochi giorni fa il parlamento turco ha approvato senza troppi problemi, su evidente iniziativa del “Sultano”, l’abolizione dell’immunità dei parlamentari curdi sotto inchiesta. Ora, per eliminare uno scomodo avversario politico dal parlamento, sarà sufficiente accusarlo di qualcosa, compreso di aver preso le difese della popolazione curda massacrata dalle bombe di Erdogan: sono 60, compreso il giovane leader Selahattin Demirtas, i deputati dell’Hdp che rischiano l’arresto.
Durante gli anni Novanta le forze di sicurezza turche hanno distrutto sistematicamente 3.349 villaggi curdi e reso profughi più di due milioni e seicentomila civili, tra i quali cristiani assiro-aramaici. Fino ad oggi le autorità turche hanno rifiutato la ricostruzione dei villaggi e con la costruzione della diga di Ilisu, non ancora terminata, più di 313 chilometri quadrati di terreno lungo il Tigri verranno inondati.
La speranza dei curdi è che i paesi democratici – in primis l’Unione Europea – possano far pressione seriamente e non solo a parole sul governo turco affinché fermi questo massacro.

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